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Progetto 01

LA CROCE VERDE DI PIETRASANTA
A SANT'ANNA DI STAZZEMA

La prima tappa del “Cammino per la memoria” parte dalla Croce Verde di Pietrasanta, che all’epoca a Sant’Anna di Stazzema aveva una sezione distaccata e che, in occasione del 160° anniversario dalla propria fondazione, ha voluto ancor di più impegnarsi nel preservare la memoria di quei tragici eventi del 12 agosto 1944, ideando questo percorso. Il progetto è legato anche alla volontà di onorare al meglio l’impegno morale assunto dall’Associazione nei confronti del compianto socio onorario Enrico Pieri, uno dei pochi bambini che scamparono alla strage e che poi, con la forza gentile che lo ha sempre caratterizzato, ha passato la vita a far si che la memoria non venisse dispersa e che i valori dell'antifascismo, della pace e della convivenza civile fra i popoli potessero prevalere sempre sulle barbarie.

 

L’opera è stata realizzata da Vitalianoangelo Capezzuto che spiega che “essa e nata in occasione delle celebrazioni per il 160° anniversario della Croce Verde Pietrasanta, durante le quali è stato inaugurato un percorso che collega la città di Pietrasanta, la frazione di Valdicastello e il paese di Sant'Anna di Stazzema, luogo in cui il 12 agosto 1944 si consumò una delle più gravi stragi compiute in Italia durante la Seconda guerra mondiale.

Il bassorilievo rappresenta una grande croce che si fonde simbolicamente con l’immagine dell’ossario monumentale di Sant’Anna di Stazzema. La composizione unisce idealmente le diverse località coinvolte nel percorso della memoria, sottolineando il legame storico e umano che le accomuna. L’opera richiama inoltre il ruolo fondamentale svolto dalla pubblica assistenza della Croce Verde, presente sia a Pietrasanta sia nei territori vicini, simbolo di solidarietà, aiuto e vicinanza alla comunità. Attraverso questo linguaggio simbolico, il bassorilievo diventa non solo commemorazione della tragedia, ma anche testimonianza dei valori di memoria, unione e assistenza che continuano a legare il territorio e le persone ancora oggi.”

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