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Progetto 02

I MARTIRI DI
"MOLINO ROSSO"

A Valdicastello, sul greto del torrente Baccatoio in località “Molino rosso”, il 12 agosto 1944 vennero fucilati quattordici uomini. Essi erano stati forzosamente reclutati delle S.S. più a monte, verso Sant’Anna, e costretti a trasportare le munizioni del reparto lungo i sentieri scoscesi. Una volta giunti a valle, attorno alle 14:00 di quel terribile giorno, le S.S. si liberarono di loro assassinandoli.

Sulla facciata di questo edificio si trova la lapide con i loro nomi in ricordo di quel massacro. 

Durante la discesa a valle e poi a Valdicastello, le S.S. rastrellarono circa quattro/cinquecento uomini, gran parte dei quali furono poi condotti a Lucca per essere deportati nell'Italia del nord o in Germania e impiegati nei lavori forzati. Coloro che invece furono sospettati di appartenere in qualche modo alla Resistenza, furono rinchiusi nell’ex scuola elementare di Nozzano Castello (frazione di Lucca), trasformata dai nazisti in carcere. Solo pochi di essi sopravvissero alle torture e alle esecuzioni sommarie.  

 

L’autrice dell’opera è Daria Yermakova, che spiega che “la composizione è stata concepita per invitare il visitatore alla riflessione e al ricordo delle vittime innocenti. La struttura piramidale del bassorilievo mette in evidenza la centralità delle quattordici figure, simbolo di vite spezzate brutalmente. I corpi, segnati dalla violenza e dal sangue delle ferite, non sono rappresentati distesi a terra, ma ancora in piedi, quasi a voler testimoniare una presenza che continua oltre la morte. Le ombre profonde e i contrasti della composizione evocano la crudeltà e la spietatezza della strage, sottolineando quanto facilmente venissero annientate vite umane in quel tempo di guerra e terrore. Contemporaneamente, però, l’opera vuole trasmettere anche il coraggio, la dignità e la resilienza di chi visse quei momenti drammatici, trasformando la memoria del dolore in un messaggio di consapevolezza e umanità.”

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