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Progetto 05

LE DUE SORELLE E I MUGNAI

In questa località detta “Molini di Sant’Anna”, guardando verso il torrente possiamo scorgere i ruderi del mulino dove la popolazione contadina dei paesi circostanti era solita portare a macinare grano, granturco e castagne. Quel terribile giorno del 12 agosto 1944 i due mugnai,  Maria Angelica Pardini (zia della piccola Anna Pardini, la più giovane vittima della strage) e suo marito Egisto Mancini, dopo aver fatto allontanare i quattro figli verso il paese de’ La Culla per preservarli dal pericolo, decisero di rimanere a casa, presso il mulino, forse temendo una razzia da parte dei nazisti e probabilmente non ancora del tutto consapevoli delle dimensioni assunte dalla barbarie poco più a monte.

Insieme a loro erano presenti al mulino le sorelle Berretti, Adelia e Maria Giovanna, rispettivamente di 19 e 23 anni. Le due ragazze, quella mattina tra le prime ad avvistare le truppe naziste in arrivo sul paese, dopo aver cercato di avvisare il maggior numero possibile di persone, erano scese da Sennari (una delle frazioni che compongono Sant'Anna) insieme agli altri abitanti del borgo, separandosi dai genitori e dal fratello. Probabilmente si erano fermate al mulino, accolte da Maria Angelica ed Egisto, proprio in attesa di ricongiungersi con loro.

Poco dopo il passaggio dal mulino dei nazisti, in discesa verso Valdicastello, la figlia maggiore della coppia di mugnai (Nella, di 17 anni), allarmata dal rumore degli spari, tornò a casa e rinvenne i poveri corpi martoriati delle due ragazze all’interno del mulino, mentre quelli dei genitori giacevano esanimi sul retro dell’edificio, vicino ad un castagno.

 

L’autrice del bassorilievo, Gaia Maria Pranzo, spiega che “l’opera vuole essere una testimonianza simbolica della tragedia umana legata alla Strage di Sant’Anna, ma allo stesso tempo diventare portatrice di un messaggio universale di solidarietà e umanità. Al centro della composizione emerge la ruota del mulino dei due mugnai, Maria Angelica Pardini e Egisto Mancini, marito e moglie, che ospitarono e protessero le due sorelle, Adelia e Maria Giovanna Berretti, in fuga dal paese di Sant’Anna: le figure di quest’ultime sono incastrate e nascoste fra le assi di legno della ruota, in un atto consolatorio e di vicinanza fraterna. Ai lati della scena compaiono invece le figure dei mugnai, volutamente meno definite perché incarnano allegoricamente la protezione, la solidarietà e il coraggio civile. Il destino delle due sorelle e dei mugnai sarà tragico perché verranno tutti uccisi dai nazisti, ma l’opera non si sofferma sulla violenza in sè, bensì sull’atto umano che ha preceduto la tragedia: da una parte abbiamo la brutalità e la violenza della storia, ma dall’altra c’è la luce della solidarietà che comunque persiste, sottolineando ancora una volta come l’empatia umana sopravvive anche di fronte alla paura e alla distruzione.”

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