Questo sito, dove sorge un’edicola sacra (“marginetta” nel nord della Toscana), costituiva un luogo di ristoro e riposo per i viandanti e non fu un teatro determinato di uccisioni e massacri in quel terrificante 12 agosto 1944; ma è un luogo che fu testimone muto della cattura di decine di uomini che avevano cercato riparo nei boschi qui intorno, nel tentativo di nascondersi e sfuggire alla ferocia dei nazifascisti. Quegli uomini, poi, furono condotti a valle: quattordici di loro furono fucilati sul greto del torrente Baccatoio, presso “Molino rosso”; altri, assieme a molti che furono catturati a Valdicastello, furono deportati. Cinquantatrè finirono a Bardine di San Terenzo (Fivizzano), dove il 19 agosto furono impiccati.
Nei boschi intorno a questa “marginetta” le S.S. sventagliarono alla cieca ripetute raffiche di mitra per colpire eventuali persone nascoste o che stavano cercando di mettersi in salvo. Nei giorni successivi al 12 agosto 1944, infatti, diversi corpi senza vita furono ritrovati nelle “selve” che ci circondano.
L’autore del bassorilievo è Tommaso Olivi, che così ne spiega la genesi: “La mattina del 12 agosto 1944 questo sentiero fu percorso dalle truppe nazi-fasciste; lo stesso cammino venne poi attraversato dai superstiti in fuga dalla distruzione. Il bassorilievo intende raccontare questo duplice passaggio attraverso una reinterpretazione del simbolo dello Yin e Yang, immagine di forze opposte ma complementari e di due modi diversi di attraversare il medesimo sentiero. Da una parte compare un soldato che stringe una mitragliatrice, simbolo della violenza e della morte portate dall’eccidio; dall’altra un adulto che abbraccia un bambino, gesto che rappresenta la salvezza, la protezione e la possibilità di sopravvivere, custodendo nel tempo la speranza e la memoria.
Grazie al coraggio e alla forza di chi riuscì a salvare vite umane e alle testimonianze dei bambini che allora sopravvissero, oggi è ancora possibile conservare una testimonianza autentica di quella tragica vicenda e tramandarne la memoria alle generazioni future.”
