top of page
torna agli 8 bronzi

Progetto 08

LA "PIAZZA DELLA CHIESA"

Nella piccola piazza antistante la chiesa, la tragedia del 12 agosto 1944 raggiunse il suo culmine: qui, infatti, vennero radunate dalle S.S. circa centotrenta persone fra donne, vecchi e bambini, e in seguito uccise con raffiche di mitragliatrice. Il parroco di Farnocchia, Don Innocenzo Lazzeri, sfollato con i suoi compaesani a Sant'Anna, prima della strage prese in braccio un piccolo bambino e, mostrandolo ai soldati, invoco pietà almeno per lui e per gli altri bambini presenti; ma non servì a nulla… Poco dopo le mitragliatrici entrarono in azione massacrando tutti indistintamente.

I corpi di queste vittime furono poi ricoperti con fascine di arbusti e, addirittura, con le panche di legno della chiesa, per poi essere dati alle fiamme. Di essi restò soltanto un ammasso informe di materia. Successivamente, coloro che li seppellirono, riuscirono a individuare centotrentadue teschi; tra questi, parecchi erano di bambini. Le vittime furono seppellite in una fossa comune sul luogo dell’uccisione. In seguito i loro poveri resti, assieme a quelli dei corpi riesumati nelle varie frazioni del paese di Sant'Anna, furono traslati nell’Ossario in solenne cerimonia il 12 agosto 1948.

 

Il bassorilievo è di Ester Selmi, che spiega: “Quest’opera rappresenta le vittime dell’eccidio attraverso figure simili a ombre immobili, avvolte e circondate dalle fiamme. I corpi appaiono pietrificati nel dolore, simbolo di una tragedia consumatasi in poche ore, durante le quali gli abitanti del paese furono brutalmente uccisi nonostante le preghiere, le urla e il terrore che accompagnarono quei momenti.

Ai due estremi della composizione compaiono i simboli della 16. SS-Panzergrenadier-Division 'Reichsführer-SS',  della Repubblica Sociale Italiana e la svastica, identificati come gli artefici della strage. La scelta di rappresentare queste effigi spezzate, frammentate e unite dal filo spinato assume un forte valore simbolico: le immagini del potere militare e dell’oppressione vengono private della loro forza celebrativa e trasformate in monito contro ogni forma di violenza, guerra e sopraffazione. Il bassorilievo non vuole soltanto ricordare il dolore di Sant’Anna di Stazzema, ma trasmettere un messaggio universale di memoria e responsabilità, affinché tragedie come questa non accadano mai più.”

8.png
bottom of page