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Sant'Anna di Stazzema

cammino per la memoria

MEMORIA

Un cammino per la Memoria 

Il progetto "Un cammino per la Memoria" nasce nel 2025 dalla collaborazione tra l'Associazione di Carità Croce Verde di Pietrasanta e l'Istituto d’istruzione superiore Don Lazzeri-Stagi

 

e fa parte delle iniziative legate al 160° anniversario della fondazione dell’Associazione (la prima pubblica assistenza sorta in Italia nel 1865), coincidente con l’80° anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo.

La Croce Verde di Pietrasanta, infatti, persegue con convinzione la valorizzazione e la trasmissione della Memoria, con lo scopo di orientare il nostro presente e il nostro futuro, affinché non si ripetano più barbarie come quella commessa a Sant'Anna di Stazzema il 12 agosto 1944, quando i nazifascisti massacrarono cinquecessessanta persone.

L’Istituto superiore è intitolato allo scultore Stagio Stagi e a Don Innocenzo Lazzeri, parroco di Farnocchia e medaglia d'oro al Valor Civile,  che il 12 agosto 1944 morì benedicendo la sua gente e i loro aguzzini, dopo aver inutilmente offerto la sua giovane vita per la salvezza di quelle oltre centotrenta persone che con lui erano state radunate dalle S.S. nella piazza della chiesa di Sant’Anna per essere massacrate.

Anche l'Istituto Don Lazzeri-Stagi da anni promuove attività di notevole impegno civico e artistico, e in più occasioni ha collaborato con la Croce Verde e il Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema. A questo proposito ricordiamo (fra le altre cose) la realizzazione della porta in bronzo del Museo storico della Resistenza di Sant'Anna, il restauro della lapide delle vittime della strage (distrutta dalla tempesta del 5 marzo 2015) e la pubblicazione di un libro in memoria di Enrico Pieri, uno dei testimoni principali della strage, scomparso nel 2021. Inoltre, il Don Lazzeri-Stagi è il primo Istituto Superiore iscritto all'anagrafe antifascista istituita dal Comune di Stazzema.

Per ricordare il contesto e le vicende di quel tragico 12 agosto 1944, gli studenti delle classi quarte e quinte del Liceo artistico hanno realizzato otto bassorilievi in bronzo, che poi sono stati collocati in luoghi che sono stati testimoni di avvenimenti simbolo dell'eccidio, lungo un percorso che unisce la sede della Croce Verde di Pietrasanta a Sant'Anna di Stazzema, passando attraverso la frazione di Valdicastello.

Prima di affrontare la fase di progettazione e realizzazione degli elaborati plastici, gli studenti hanno ascoltato le ricostruzioni storiche e le testimonianze dirette di quei tragici eventi, attraverso l’incontro con alcuni superstiti. In seguito si sono cimentati nell'elaborazione dei disegni dei bozzetti che poi sono stati sottoposti alla valutazione di una commissione che ha individuato quelli più meritevoli. Quest’ultimi sono stati quindi modellati in creta dagli studenti e realizzati in bronzo grazie al prezioso contributo delle fonderie artistiche di Pietrasanta. Infine le opere sono state inserite nelle postazioni ideate dall’architetto Enrico Bascherini e collocate in loco.

Da allora queste bellissime opere, con la potenza del linguaggio artistico, aiutano chi percorre il cammino a ricordare ed onorare le vittime innocenti di quella cieca violenza, creando un ponte ideale tra passato e presente e lanciando un forte monito per il futuro.

 

 

Il simbolo del progetto e stato realizzato da  Bianca Mariasole Simonetti. In esso l’elmetto dei Reparti della 16ª SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS" che, coadiuvati da collaborazionisti italiani fascisti, il 12 agosto 1944 perpetrarono il bestiale massacro di Sant’Anna di Stazzema, è sormontato dallo zoccolo che Genny Bibolotti Marsili, già ferita e rinchiusa in una stalla assieme ad altre vittime nella frazione Vaccareccia di Sant’Anna, scagliò contro il volto di un soldato tedesco per distogliere la sua attenzione dal nascondiglio del figlio, Mario Marsili, di sei anni. Il militare la finì con una raffica di mitra, ma non si accorse della presenza del bambino, che rimase nascosto per molte ore nella stalla poi data alle fiamme, sopravvivendo a quel massacro nonostante le gravi ustioni.

A Genny Bibolotti Marsili è stata conferita la Medaglia d’oro al merito civile. Piero Calamandrei definì il suo gesto ”simbolo della Resistenza popolana che osa scagliare contro i lanciafiamme la sua inerme furia materna.” In questo contesto non possiamo non ricordare che la stessa onorificenza, per quanto fatto quel giorno in difesa della vita, è stata conferita ad altre due donne: Milena Bernabò e Cesira Pardini.

L’autrice Bianca Mariasole Simonetti spiega che “attraverso questo simbolo, il visitatore viene accompagnato nel cuore della storia di Sant’Anna di Stazzema: una storia fatta di vittime, di sopravvissuti e di responsabilità umane che ancora oggi interrogano la coscienza collettiva.

 

L’ispirazione del logo nasce dal racconto di Mario Marsili. L’immagine raffigura un elmo di un soldato tedesco sovrastato dalla forza simbolica di una madre armata soltanto di un semplice zoccolo. Il contrasto tra questi due elementi diventa il cuore del messaggio dell’opera: da una parte la violenza della guerra e dell’oppressione, dall’altra la dignità, il coraggio e la resistenza umana.

 

Un simbolo essenziale ma potente, capace di trasformare la memoria storica in un invito alla consapevolezza e alla difesa dei valori di pace, umanità e solidarietà.” 

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